Riportato da Team Air Net, 09 Aprile 2026 | Dott.ssa Serena Lanni

L’IA è davvero intelligente o è solo un pappagallo super veloce? La verità sul futuro.

Se hai mai chiesto a un’intelligenza artificiale di scriverti una canzone rap sulla fotosintesi clorofilliana, probabilmente sei rimasto a bocca aperta chiedendoti : “Ma come fa?” “È viva? Pensa?” Oppure è solo un trucco di magia digitale ben riuscito?

Chiariamolo subito: l’IA non “pensa” come te. Quando tu studi storia, capisci il significato delle parole, provi emozioni e colleghi i fatti, l’IA invece non prova nulla, non sa cosa sia la tristezza o la stanchezza e la difficoltà nel ricordare qualcosa piuttosto che un’altra. L’IA è un “pappagallo” che ripete ciò che ha imparato leggendo e immagazzinando miliardi di pagine web e libri digitali; definiamo così il Machine Learning che è per l’appunto l’apprendimento automatico che sviluppa algoritmi capaci di apprendere dai dati e migliorare le proprie prestazioni nel tempo, senza essere esplicitamente programmati per ogni specifica regola. Utilizza algoritmi statistici per identificare pattern, effettuare previsioni e prendere decisioni autonome diventando uno strumento stocastico, un parolone difficile che serve in realtà ad indicare “che va a probabilità”, oggi invece, per machine learning, s’ intende la capacità di una macchina di imitare il comportamento e l’intelligenza umani.

Secondo uno studio della Standford University, le capacità delle macchine di superare gli umani in test di lettura e riconoscimento immagini sono triplicate in pochissimo tempo, ma attenzione: superare un test non vuol dire “essere intelligenti”, significa essere bravissimi a risolvere quel puzzle specifico perché anche se sembra un genio, anche l’IA inciampa a volte con “allucinazioni”, bias e mancanza di logica.

Attenzione ai principali rischi dell’intelligenza artificiale quali: la diffusione di disinformazione e deepfake, pregiudizi algoritmici discriminatori, violazioni della privacy, spostamento di posti di lavoro, e attacchi informatici avanzati. Senza un controllo adeguato, l’IA può causare malfunzionamenti critici e manipolare il comportamento umano, soprattutto, un’eccessiva fiducia nell’IA può ridurre il pensiero critico e le capacità decisionali indipendenti, sia in ambito educativo che lavorativo e la perdita di controllo su sistemi di IA autonomi (come armi o veicoli) o il loro uso malevolo (cyberattacchi) rappresenta un pericolo significativo.

Quindi ricorda, l’IA è un copilota formidabile, ma devi guidarla sempre tu, quindi usala per allargare i tuoi confini, non per spegnere il cervello!

Dott.ssa Serena Lanni

Scienze dell’Educazione e della Formazione

Design e Thinking of Artificial Intelligence

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